S.P.I.A. E LA MENTE INQUIETA: Aperitivi al Limite | da ‘La Civetta’, Anno XV, n.2, Aprile/Maggio 2010

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Inquietudine e Limite | 2010Il tema della Festa dell’Inquietudine 2010 era Inquietudine e Limite. Di seguito l’articolo pubblicato su ‘La Civetta’ in quell’occasione.

S.P.I.A.  E LA MENTE INQUIETA: APERITIVI AL LIMITE 

Un bel cocktail, parlando di aperitivi, per sperimentare come la mente umana sia capace di imbrigliarsi, attorcigliarsi su di sé, soffrire narcisisticamente, ma anche proiettarsi al di fuori, accedere a mondi paralleli, stupendosi di come avesse potuto non accorgersi della loro esistenza fino a quel momento.

Una mente limitata e illimitata allo stesso tempo.

La psicologia si occupa anche di questo, della creatività, talvolta perversa, con cui la mente sa costruire mostri e opere d’arte del pensiero, capaci di distruggere o di generare, di far sprofondare o di far volare nell’iperspazio.

È un bel rompicapo, siamo capaci di saltare con il pensiero dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo e di vivere le emozioni con un’intensità tale da obbligarci a impiegare una vita per trovare argini (limiti!) e complicati meccanismi regolatori, qualche volta più dolorosi di quell’ emozione  a cui vogliamo resistere.

Occuparsi di psicologia implica saper giocare con il limite, usarlo, costruirlo, provare ad infrangerlo. Inventare ogni volta, di fronte ad ogni singola situazione che giocata fare, individuare la matassa da sbrogliare e poi trovare il suo bandolo e rifarne una nuova.

Stesso filato, ma diverso intreccio.

Il superamento del limite richiede la capacità di mantenere chiara la distinzione del vero dal falso, nella realtà psichica e nella realtà del mondo, senza barare. Questa è la condizione per vincere la sfida che il gioco impone,  affinché  il passaggio diventi autentica conquista.

Lo sanno bene i bambini per cui ogni tappa della crescita rappresenta un vero e proprio superamento delle colonne d’Ercole, e anche gli adulti di fronte ai cambiamenti della vita, quando inventano il coraggio di conoscere, di crescere, di  accettare l’inquietante linea d’ombra conradiana nella quale nulla è più come prima.

La sfida, affascinante e pericolosa, è saper stare sul limite, tollerare il dolore e la fatica dell’incerto.

Lo sviluppo armonico dell’individuo richiede il riconoscimento del tempo e della realtà, solo una bacchetta magica potrebbe annullarli, ma le bacchette magiche non esistono.

Può accadere che il coraggio venga meno davanti al compito e la mente allora ricorra ad un  meccanismo perverso, trovi la  soluzione geniale creando una finzione e spacciandola per vera.

Non è strano che molti cadano nell’inganno perché per gradi diversi questo meccanismo appartiene a tutti noi e la tentazione del feticcio, della scorciatoia, è facile e accattivante.

Davanti al limite ecco due possibilità: l’intuizione creativa che  permette di superarlo nel rispetto delle regole, che  naturalmente si potranno infrangere, al prezzo di accettarne le conseguenze, senza colpa, ma con responsabilità. Oppure la soluzione perversa che  porta a trascurare la realtà, scambiare  il vero con il falso, glissare sul proprio senso di insufficienza e fingere di essere perfetti.

I tre aperitivi psicologici, inseriti nel Festival dell’Inquietudine di quest’anno, accompagneranno il pubblico intorno a questi  temi: stare sul limite, trovare soluzioni creative o perverse, attraversando argomenti di grande attualità come la chirurgia estetica in adolescenza, i meccanismi psicologici che permettono di cambiare  il vero con il falso ed infine l’osservazione della realtà non più con i parametri occidentali di causa ed effetto ma attraverso la lettura di un antico oracolo cinese  l’ ‘I KING, Il Grande Libro dei Mutamenti’.

Un aperitivo, però, solo una suggestione, un assaggio leggero da gustare e scambiare insieme.

P.S.  A proposito di limite I KING sentenziano: ‘TENER QUIETO IL PROPRIO DORSO, COSICCHÉ EGLI NON AVVERTA PIÙ IL SUO CORPO. EGLI VA NEL SUO CORTILE E NON VEDE LA SUA GENTE. NESSUNA MACCHIA.’ E chiosa: “la vera tranquillità consiste nel sostare quando è venuto il tempo di sostare, e nel procedere quando è venuto il tempo di procedere, in questa maniera quiete e moto sono in concordanza con le esigenze del tempo, ed allora vi è luce di vita….”

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S.P.I.A. – Sentieri di Psicologia Integrata e Applicata è un’associazione culturale nata dal desiderio di superare un limite, anzi più limiti: il primo è quello di esportare la psicologia  dall’ambito clinico, Integrata e Applicata nella e alla vita quotidiana, per offrire uno sguardo differente, una lente d’osservazione che permetta di mettere sotto una luce più ampia sensazioni e fenomeni che costituiscono i piccoli accadimenti di ogni giorno.

Un altro limite da cui S.P.I.A. si è voluta emancipare è quello di considerare le competenze psicologiche un mondo a parte, impermeabile a collaborazioni e scambi se non con mondi simili. In S.P.I.A. confluiscono conoscenze e professionalità diverse: psicologi ed esperti di comunicazione, con l’intento di costruire un nucleo attorno al quale, con il tempo, si coagulino pensieri e mestieri anche distanti fra loro ma segnati dal desiderio e dal bisogno di interpretare la realtà con occhi non settoriali, forti delle differenze.

Il terzo limite con cui S.P.I.A. ha deciso di giocare è il linguaggio; se  lo scopo è quello di interfacciarsi capillarmente con la realtà, cercando punti di contatto e di interferenza, il linguaggio non può essere chiuso, specialistico o autoreferenziale  ma deve andare, invece, incontro agli accadimenti e alle persone trovando il modo di dar vita a una lingua comune, aperta, ospitale, pronta a raccogliere suggestioni e, allo stesso tempo, a trarre dalla lingua del “qui e ora” gli indicatori che segnalano variazioni di costume verbale e quindi di pensiero, comportamento, azione.

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Paola Maritan, vive felicemente in Liguria da 5 anni e si è occupata di comunicazione in ambito culturale eteatrale. La vista dalla sua casa non ha limiti. Ha curato per più di 10 anni l’ufficio stampa del Festival Teatrale di Borgio Verezzi (SV). È una S.P.I.A.

Nella Mazzoni, psicologa psicoterapeuta da trent’anni non ha ancora perso la voglia di cimentarsi con la professione e con i suoi limiti. Oltre che di psicologia clinica si è occupata di etica professionale. È una S.P.I.A.

Silvia Taliente, psicologa psicoterapeuta da trent’anni, vive e lavora in Liguria dove è arrivata molto tempo fa perinseguire la sua passione per la vela. È una S.P.I.A.

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