NASCONO I ‘WEEKEND ANTIAZZARDO’, PER GIOCATORI D’AZZARDO E FAMIGLIARI CONTRO LA DIPENDENZA

Associazione S.P.I.A.Area PressNASCONO I ‘WEEKEND ANTIAZZARDO’, PER GIOCATORI D’AZZARDO E FAMIGLIARI CONTRO LA DIPENDENZA
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Associazione SPIA - NOGAME - Weekend Antiazzardo

Associazione SPIA – NOGAME – Weekend Antiazzardo


COMUNICATO STAMPA 14.04.2014

NASCONO I ‘WEEKEND ANTIAZZARDO’: UNO STRUMENTO INNOVATIVO A DISPOSIZIONE DEI FAMIGLIARI E DEI GIOCATORI D’AZZARDO CHE INTENDANO SPEZZARE LA CATENA DI DIPENDENZA

Promossi dall’Associazione s.p.i.a. sentieri di psicologia integrata e applicata  (www.assspia.it) di Finale Ligure (SV) prendono il via, presso il Chiostro di Sant’Agostino a Loano (SV), dal 1 al 4 maggio (poi: 5-9 giugno e a seguire date da definirsi), dal giovedì pomeriggio alla domenica dopo pranzo,  i Weekend Antiazzardo aperti a giocatori e familiari provenienti dall’intero territorio nazionale.

Si tratta di un’offerta innovativa: frutto del lavoro di un pool di psicologi psicoterapeuti liguri e piemontesi, specializzati nel contrasto all’azzardo, il weekend è un’esperienza residenziale, proposta sotto forma di full immersion, che va a ‘spezzare’ il meccanismo psicologico che induce il giocatore a giocare compulsivamente mettendo a rischio il proprio equilibrio familiare, economico, professionale, affettivo.

I weekend antiazzardo prevedono per ogni giocatore la presenza di un familiare/accompagnatore e accolgono da un minimo di 6 (3+3) a un massimo di 20 (10+10) persone.

Il modello proposto da s.p.i.a NOGAME, la sezione dell’associazione che da anni lavora in questo settore, ad oggi non riscontra analogie nelle proposte riabilitative residenziali di contrasto all’azzardo,  presenta due aspetti specifici e innovativi:

  • – nell’arco di un weekend lungo si attuano due percorsi paralleli e contemporanei rivolti al giocatore e ad un suo familiare/accompagnatore  (persona di fiducia es. amico, parente, datore di lavoro, ecc.)
  • – l’intervento è intensivo ed  esclusivamente psicologico.

s.p.i.a. sentieri di psicologia integrata e applicata, che da anni si occupa del fenomeno professionalmentepartendo da un assunto evidente e sotto gli occhi di tutti e cioè che  il fenomeno dell’azzardo è sempre più grave e capillarmente diffuso nel nostro Paese ha concepito uno strumento  flessibile e innovativo per andare in aiuto di coloro i quali avvertano la necessità di interrompere il  loop devastante della dipendenza d’azzardo e dei loro famigliari.

Il problema è eminentemente culturale: a fronte di cifre spaventose spese e di pubblicità martellanti, in modo inversamente proporzionale, la percezione comune della gravità e della devastante ricaduta sul tessuto sociale e familiare è bassissima; non solo, nel tessuto sociale  permangono convinzioni e pregiudizi, ad esempio sui benefici che ne avrebbero le casse dello stato, come se si trattasse di un male minore da tollerarsi.

L’allarme proviene da ogni angolo d’Italia dove, sempre più spesso, enti pubblici e privati votati al sostegno delle indigenze si trovano a fare i conti con questo nuovo e invasivo modello di emergenza sociale: persone che, sulla carta, non dovrebbero trovarsi in situazioni di povertà riscontrano la necessità di chiedere ausilio per affrontare le spese di sopravvivenza a causa della dipendenza da azzardo. Tale condizione favorisce inoltre l’essere preda di finanziarie senza scrupoli, o peggio, degli usurai.

IL MODELLO D’INTERVENTO

Il modello residenziale realizzato da s.p.i.a. NOGAME è costruito tenendo conto della molteplicità degli elementi coinvolti nel meccanismo di dipendenza patologica, così come  di quello stato limite in cui il giocatore, pur non presentando ancora problematiche comportamentali evidenti, polarizza la sua attenzione sull’azzardo sottraendo risorse ai rapporti domestici, sociali, professionali e mettendo a repentaglio il proprio progetto di vita.

Il weekend antiazzardo si rivolge anche  alle relazioni familiari che nascondono spesso forti e inconsapevoli complicità che, se non riconosciute, impediscono qualsiasi miglioramento.

La famiglia e il contesto di vita del giocatore infatti  soffrono delle conseguenze derivate dall’azzardo, ma rappresentano anche una preziosa risorsa da attivare al fine di aiutare e motivare il giocatore ad affrontare il problema.

Non a caso le attività previste nel corso del weekend, gestite da un gruppo di psicologi ed educatori specializzati nel trattamento delle dipendenze, e in specifico della dipendenza da azzardo, sono strutturate come percorsi paralleli, per il giocatore e l’accompagnatore.

Ciascuno dei due soggetti richiede infatti di un tracciato psicologico di provocazione e sostegno rispondente a necessità differenti.

Da un lato il giocatore richiede un intervento volto a innanzitutto a

  • – prendere coscienza del problema;
  • – spezzare gli automatismi comportamentali relativi all’azzardo;
  • – destrutturare il cosiddetto ‘pensiero magico’ il pensiero cioè che fa sì che il soggetto si convinca che la macchinetta non possa NON pagare, dopo tutto il tempo trascorso dedicato a LEI;
  • – ‘rientrare’ nella realtà;
  • – acquisire consapevolezza delle conseguenze imposte a sé e sull’entourage familiare / sociale / professionale;
  • – ma soprattutto, focalizzare attraverso un approccio verbale e corporeo intensivo, gli snodi attraverso cui si è cristallizzato in una posizione di dipendenza patologica.

Per ciò che riguarda il familiare/accompagnatore l’intervento mira non solo ad accogliere e contenere il suo disagio ma anche a:

  • – riconoscere la gravità del sintomo azzardo (si è malati anche quando si vince…);
  • – comprendere le trappole relazionali nel rapporto con il familiare-giocatore (es. promesse reiterate e disattese, ricatti affettivi, bugie, credulità ecc.);
  • – riconoscere le priorità (es. la tutela di un minore rispetto al timore della vergogna);
  • – formulare aspettative realistiche e non ‘magiche’ nel percorso di cura del familiare-giocatore;
  • – informare dell’esistenza di strumenti praticabili per la tutela legale e amministrativa del giocatore e della famiglia.

A proposito del progetto il presidente dell’associazione, dott.ssa Nella Mazzoni, psicologa psicoterapeuta, precisa: “Da anni s.p.i.a si interessa professionalmente di contrasto all’azzardo; l’urgenza di un intervento più mirato ci è stata confermata dai risultati del convegno sul tema che abbiamo organizzato  a fine 2013, attraverso gli interventi, tra gli altri,  della Fondazione Antiusura di Genova, Gruppo Abele di Torino, Caritas, Guardia di Finanza e Ser.T. che sottolineavano un innalzamento vertiginoso dei numeri e della trasversalità di tipologia dei  giocatori tali da configurare una vera e propria emergenza sociale.

Come risulta evidente le problematiche del giocatore e della sua famiglia sono molteplici e si manifestano su piani differenti. Abbiamo pensato a weekend antiazzardo che scientemente individuassero il focus dell’intervento sui pochi, precisi, meccanismi mentali che sono alla base dell’azione patologica. L’approccio unicamente psicologico, sia verbale sia corporeo, mira al mantenimento di questo focus e allo scardinamento di questi meccanismi.

Beninteso tutte le altre diverse componenti delle problematiche individuali e familiari dovranno avere una risposta specifica nei dovuti contesti di cura (i Servizi, lo specialista, il medico curante, i gruppi di automutuoaiuto, ecc.).

La proposta è privata e si affianca a un lavoro capillare condotto a titolo gratuito da s.p.i.a NOGAME, la sezione dell’associazione che si occupa di contrasto all’azzardo, che da  oltre 4 anni collabora sul territorio con il volontariato religioso e laico, con il Ser.T. e il Distretto sociale con il quale ha dato vita nel 2013 allo Sportello NOGAME”. 

L’EQUIPE

Dott.ssa Federica Devietti Goggia
Responsabile Scientifico
Psicologa psicoterapeuta ad indirizzo analitico transazionale, terapeuta formata in EMDR; dal 2006 lavora come consulente per il SSN, occupandosi di prevenzione, diagnosi, trattamento e formazione nell’ambito delle dipendenze, in particolare del gioco d’azzardo patologico.

Dott.ssa Nella Mazzoni
Psicologa psicoterapeuta ha un’esperienza clinica trentennale iniziata in ambito pubblico (SSN). Ora è libero professionista e presidente dell’Associazione SPIA. Già vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi Regione Liguria si è occupata di etica e deontologia oltre che di clinica e clinica delle dipendenze.

Dott. Piernicola Ninci
Psicologo psicoterapeuta a indirizzo bioenergetico. Ha lavorato in comunità con utenza psichiatrica ed ha collaborato con enti pubblici integrando l’approccio corporeo con la clinica psicoanalitica. Attualmente svolge la libera professione ed è consulente presso centri privati e l’AISLA (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica).

Dott.ssa Silvia Taliente
Psicologo psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico, esercita presso il proprio studio dal 1987, ha svolto consulenze per strutture convenzionate in vari ambiti clinici e attività di formazione. Socio fondatore dell’associazione SPIA con cui ha dato vita al progetto di contrasto all’azzardo.

Dott. Alessandro Gimelli
Educatore professionale. Ha una lunga esperienza in campo educativo con bambini, adolescenti e adulti sia privatamente, sia presso enti pubblici o strutture convenzionate.



s.p.i.a.
Ufficio Stampa:
Paola Maritan
Tel. +39 3382414007 – paola@paolamaritan.it

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