PERCHÉ LE NOBELESSE

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Le Nobelesse
Incontri con 13 donne Nobel per la Letteratura

 
Borgio Verezzi (Savona), Sala Consiliare del Comune, Via Municipio 17
5-12-19-26 marzo e 2-9 aprile 2014, h. 21.00

Donne, donne, donne. Angelicate, ridotte al silenzio, innalzate, idealizzate, dimenticate. La letteratura è lo specchio del mondo e del suo divenire, uno specchio in cui le donne sono state protagoniste sempre, nel bene e nel male.

Incontri con 13 donne Nobel per la Letteratura - Borgio Verezzi, 5 marzo - 9 aprile 2014

Incontri con 13 donne Nobel per la Letteratura – Sala Consiliare, Via Municipio 17, Borgio Verezzi | 5-12-19-26 marzo e 2-9 aprile 2014, h. 21.00

Le Nobelesse, 13 donne scrittrici cui è stato assegnato nel corso di oltre un secolo il Premio Nobel della Letteratura, ne hanno diffusamente trattato e raccontato, svelando agli occhi dei lettori, e di chi abbia voglia di seguire il filo rosso innegabilmente presente fra tutte loro, la trama della crescita e della coscienza di sé del mondo femminile, i cambiamenti, le retrocessioni, i salti di percezione, il tutto sempre attraverso l’eco dei rapporti con figlie, figli, uomini, mariti, padroni, eroi, padri, madri, vecchi e giovani, i coprotagonisti cioè dei loro romanzi.

La realtà però riserva spesso sguardi che neppure la letteratura ha osato immaginare: nel corso del 2013 la cronaca ci ha spesso scosso con il termine femminicidio. Un neologismo, a dire il vero, di tremendo significato, non solo per il crimine che sta ad indicare, ma ancor più per il concetto che veicola.

L’uomo è l’unico essere vivente che comprende la possibilità di uccidere gli individui di sesso femminile appartenenti alla specie. Uccide chi garantisce la sopravvivenza della specie. Nel regno animale ciò non accade. Triste primato dunque quello umano e più triste ancora la parola femminicidio che appiattisce la donna a ruolo di fattrice e aggiunge lo spregio al delitto, negando alla donna l’identità di soggetto degno e pensante. Ha ragione Guido Ceronetti quando invita ad usare la parola ginecidio, per superare, almeno linguisticamente, il profondo radicamento del concetto di donna esistente solo in quanto femmina dell’uomo.

Spesso ci siamo trovate, all’interno di S.P.I.A. – Sentieri di Psicologia Integrata e Applicata, a parlare e riflettere intorno a questi temi chiedendoci in che modo portare l’attenzione oltre il singolo caso di cronaca, la testimonianza letterale della vittima (rara, le vittime di solito non sopravvivono) o delle persone loro vicine. In che modo ribellarsi al giornalismo del “sangue fresco”, dell’arma del delitto, della scena del crimine. In che modo ritrovare la via che dalla pancia torna al cuore e al cervello, quel luogo che è IL luogo della letteratura, dell’arte tutta, cioè del nostro ragionare sul mondo e dell’esistere come esseri pensanti e non solo reagenti.
In che modo affermare che siamo donne e non femmine della specie. In che modo sottolineare che le donne non sono argomenti di cronaca nera o rosa ma costruttrici quotidiane del mondo.

Nell’ottobre scorso quando il Nobel è andato a Alice Munro, ci è sorta la curiosità di re-incontrare queste 13 scrittrici e attraverso di loro parlare delle donne, dei loro diritti, desideri, sogni, speranze, aspirazioni e dei mutamenti del mondo.

Ma di farlo al modo di S.P.I.A. per mezzo –anche- di uno sguardo psicologico che passasse attraverso le storie, gli abissi e i cieli, il lavoro e la fatica, la determinazione di queste donne per scrivere ciò che hanno scritto in anni spesso molto difficili. Cercando di cogliere dove si è aperto e dove si è chiuso il cerchio che ci ha portato al ginecidio, e dove invece possiamo essere portati noi tutti se solo ci disponiamo ad ascoltare e a voler capire il grande cammino in direzione ostinata e contraria compiuto dalle donne.

Nell’incontrare le Nobelesse le abbiamo ammirate, detestate per la durezza, amate per la lucidità e la bellezza, abbiamo pianto e riso; infine abbiamo scelto di raccontare a tutti coloro che ci volessero ascoltare, uomini e donne giovani e vecchi, razionali ed emotivi, questa storia di donne libri e paesi che abbiamo fatto insieme.

Grazie al fantastico gruppo di lavoro che si è dannato a leggere e scrivere per questo progetto e grazie soprattutto al Comune di Borgio Verezzi che ha scelto di voler ascoltare e rilanciare le voci delle Nobelesse.

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